Certamente il titolista del Corriere voleva catturare l’attenzione sulla bella intervista dell’amico e collega Rinaldo, scienziato veneziano di chiara fama: c’è riuscito. Ma quel titolo richiede una ferma smentita. Venezia vivrà, sarà splendida e non marcirà, così come non è “affondata”, né è stata sommersa dalle onde dell’Adriatico, negli oltre milleseicento anni della sua meravigliosa storia, umana e civile.
Dal 3 ottobre 2020 i picchi di marea sono stati limitati ad una quota che evita l’allagamento di gran parte della città. Dal novembre del 2021 la Basilica d’oro, che custodisce il corpo dell’evangelista Marco, non è più sfiorata dall’acqua salata, che in passato sottoponeva il suo atrio a oltre 900 ore all’anno di immersione. Proseguono i lavori per impermeabilizzare la Piazza San Marco e rialzare le rive poste al livello altimetrico più basso. Tra breve, anche le ultime “passerelle”, che permettevano il transito pedonale durante gli episodi di acqua alta, saranno un ricordo da cartolina.
Nei 100 interventi effettuati finora dal MOSE per mantenere asciutta la città, il flusso naturale della marea è stato interrotto per meno del 2% del tempo complessivo. Questo non ha turbato o alterato un ecosistema, la cui evoluzione è costantemente monitorata con strumenti d’avanguardia.
Per quanto riguarda il mercato immobiliare, non so a quali statistiche si faccia riferimento. In ogni caso, secondo uno studio della Banca d’Italia pubblicato due anni fa, a tre anni dall’entrata in funzione del MOSE, il valore degli immobili ai piani terra ha registrato un incremento del 7%.
Grazie a ingegno, impegno, risorse umane e economiche, lo Stato italiano ha realizzato un sistema di opere straordinarie, di cui ogni cittadino del nostro Paese deve essere cosciente e orgoglioso.
Il mondo ci osserva, ci ammira e, in molti luoghi, ci invidia per i traguardi che abbiamo raggiunto.
Ma il punto che deve essere sottolineato è un altro.
Non è solo la Venezia del passato ad essere “salva”, ma anche quella del futuro.
La protezione garantita dal MOSE ha reso Venezia un polo ancora più attrattivo per iniziative di rilievo, sia pubbliche – promosse da Università, CNR e altri centri di ricerca – sia private, con l’arrivo di nuove e prestigiose fondazioni come VSF, Pinault, Prada, Wilmotte, Vedova, Pentagram Stiftung e Berggruen. Queste realtà, ricche di attività e capaci di portare nuovi stimoli culturali e artistici da tutto il mondo, si affiancano alle istituzioni storiche che rendono Venezia unica: La Biennale, la Fondazione Cini, La Fenice, i Musei Civici, Querini Stampalia, Guggenheim e l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, presieduto dall’amico professor Rinaldo.
La Venezia che attirò e difese Galileo Galilei, fondatore della scienza moderna, rimane una città di scienza e innovazione, nodo importante e attivo in numerose reti internazionali.
Caro amico e collega Rinaldo, perché nutrire pessimismo proprio verso quella Scienza di cui sei un eminente esponente? Che il mare crescerà è una certezza, ma altrettanto certo è che saranno trovate nuove soluzioni per Venezia. A trovarle saranno il contributo del nuovo capitale umano formato in città, le buone idee veicolate dalle reti internazionali e l’attenzione costante delle Istituzioni del nostro Paese.
Abbiamo, insieme, concordato di promuovere una consultazione internazionale per individuare le ”sette idee per la salvezza di Venezia”. Queste, però, non devono riguardare solo Venezia, ma il mondo intero, poiché l’innalzamento del livello del mare è una sfida globale.
Le generazioni che ci hanno preceduto, dal 1500 in poi, con le risorse dell’epoca, sono state capaci di opere ciclopiche, come lo spostamento dei fiumi e le barriere a mare con i massi dell’Istria. Oggi, la nostra ha dato vita a un’opera senza precedenti: una barriera d’acciaio lunga 1,6 km, che si solleva dal fondo del mare solo quando necessario per proteggere la città dagli allagamenti.
Il nostro compito è fornire alle generazioni future gli strumenti per costruire un nuovo equilibrio sostenibile. Questo è il nostro impegno chiaro e inderogabile, che spero condividerai.
Bando al pessimismo, dunque. Nessuna “campana a morto” per Venezia.
Venezia, ad oggi, è la città di mare più sicura al mondo.
Venezia non marcirà. Perché Venezia si è sempre reinventata. È, e continuerà a essere, la più antica città del futuro.
Rimbocchiamoci le maniche per un lascito comune, perché l’aver salvato Venezia per altri 100 anni, almeno quattro generazioni (e non 60 anni , facendo bene i conti, caro Andrea) significa aver tracciato la rotta per tutte le città del mondo che vivono del mare e sul mare.